Skip to content

Le misure inclusive previste dal PNRR per le imprese

Il PNRR italiano, approvato da Ursula von der Leyen il 22 giugno 2021, si prepara ad essere il volano dell’economia italiana per il prossimo quinquennio 2022-2026.

Numerosi gli investimenti previsti e importanti le riforme che il nostro sistema economico dovrà affrontare. Tra queste avranno enorme rilevanza tutte quelle misure inclusive per le imprese che sosterranno, si spera, la nascita di una rinnovata e visionaria classe imprenditoriale.

PNRR: le misure inclusive per le imprese

La Missione 5 del PNRR lanciato da Draghi è interamente dedicata al settore “Coesione e Inclusione” e si suddivide in tre componenti:

  •  Componente 1: Politiche per il lavoro
  •  Componente 2: Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore
  •  Componente 3: Interventi speciali per la coesione territoriale

Come spiegato nel documento trasmesso alla Commissione Europea questa Missione ha l’obiettivo di perseguire obiettivi trasversali a tutto il PNRR e che possano stimolare l’empowerment femminile, contrastare le discriminazioni di genere, aumentare le prospettive occupazionali dei giovani e migliorare lo sviluppo del Mezzogiorno.

A tale proposito il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza prevede un importo di finanziamenti totale di 19,81 miliardi di euro, la maggior parte dei quali (11,17 miliardi di euro) verrà impiegata nella seconda componente, “Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore”.

Empowerment femminile: cosa sapere

All’interno della componente “Politiche per il lavoro” si evidenzia subito l’obiettivo primario di favorire la creazione di imprese femminili, procedendo spediti verso la certificazione della parità di genere.

Gli investimenti che verranno effettuati in questa direzione hanno lo scopo di realizzare la piena emancipazione economica e sociale della donna all’interno del mercato del lavoro, sia attraverso una ristrutturazione degli strumenti di sostegno, sia tramite la stimolazione dell’imprenditorialità femminile.

In quest’ottica il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza prevede la creazione di un Fondo Impresa Donna, dedicato allo sviluppo di imprese e start up a guida femminile. Questi nuovi investimenti verso l’universo imprenditoriale femminile andranno a rinsaldare altre misure già in essere, come la Smart&Start e la NITO.

Per le imprese è invece importante segnalare che per le nuove assunzioni di donne (e giovani fino ai 35 anni) verranno azzerati i versamenti contributivi.

Discriminazioni di genere e occupazione giovanile: cosa prevede il PNRR

All’interno della presentazione degli obiettivi generali del PNRR si parla di come la pandemia abbia accentuato le disuguaglianze di genere e territoriali già presenti in modo sistemico nella società e nell’economia italiana. L’obiettivo della Missione 5 è superare in modo netto queste differenze, garantendo una sempre maggiore inclusione sociale e sostenendo l’occupazione giovanile.

Per questo motivo verranno fortemente incentivate tutte quelle politiche di sostegno all’occupazione che possano permettere di superare ogni sorta di discriminazione. Si tratta di azioni che andranno nella direzione del superamento dei divari di competenze, in particolare quelli digitali, tecnici e scientifici che spesso pesano in modo insostenibile nell’accesso al mondo del lavoro.

La formazione, in questo contesto, avrà un ruolo predominante. Verranno attivate politiche per favorire l’occupazione giovanile, attraverso l’apprendistato duale (integrazione tra formazione e lavoro) e il servizio civile universale.

PNRR e sviluppo del Mezzogiorno

All’interno delle misure inclusive per le imprese estrema attenzione verrà dedicata allo sviluppo del Mezzogiorno. Circa il 40% delle risorse territorializzabili saranno destinate alle regioni del Sud Italia, in ottica di un miglior riequilibrio territoriale.

Gli obiettivi principali sono quelli di stimolare l’imprenditoria del Mezzogiorno, gravemente colpita dalla pandemia nelle sue aree cruciali del turismo e dei servizi. Gli interventi prevedono finanziamenti per 82 miliardi nelle regioni di quest’area e andranno nella direzione di un superamento della debolezza strutturale del sistema produttivo del Sud, visto che – come recita il PNRR – “al Sud vive un terzo degli italiani, ma vi si produce soltanto un quarto del prodotto nazionale lordo”.

La questione del Mezzogiorno è inserita nella 5° Missione ma in realtà permea tutte e 6 le Missioni. La prima prevede misure di miglioramento della connettività tra zone rurali e aree interne, per favorire la produttività delle PMI del Sud. La seconda, su consiglio dell’UE, stimolerà gli investimenti in infrastrutture idriche e per la gestione dei rifiuti nel Mezzogiorno. Nella terza invece il rafforzamento ferroviario è pensato anche per migliorare l’occupazione in tutta la catena logistica. Per quello che riguarda il settore dell’Istruzione, interessato dalla Missione 4, gli investimenti andranno nell’ottica sia di un miglioramento delle strutture che di politiche per disincentivare l’abbandono scolastico. L’ultima missione, la sesta, prevede infine investimenti per superare i divari tra i diversi sistemi sanitari regionali.

Condividi post
Condividi su whatsapp
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su email

Archivi

Articoli popolari

Corso Contabilità Base

Dal 31 maggio 2022
5 incontri online da 2 ore, formazione live con esperto, per imparare da zero la contabilità e le nozioni di partita doppia